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Pentecoste

di De Lazzaro-Manzari

Pentecoste di De Lazzaro-Manzari: «Erano poveri uomini, come me, come te; avevano gettato le reti nel lago» — testo e accordi.

Erano poveri uomini, come me, come te;
avevano gettato le reti nel lago,
o riscosso le tasse alle porte della città.
Ch'io mi ricordi, tra loro,
non c'era neanche un dottore,
e quello che chiamavano maestro
era morto e sepolto anche lui.
SE SENTI UN SOFFIO NEL CIELO,
UN VENTO CHE SCUOTE LE PORTE,
ASCOLTA: È UNA VOCE CHE CHIAMA,
È L'INVITO AD ANDARE LONTANO.
C'È UN FUOCO CHE NASCE IN CHI SA ASPETTARE
IN CHI SA NUTRIRE SPERANZE D'AMOR.
Avevano un cuore nel petto, come me, come te
che una mano di gelo stringeva;
avevano occhi nudi di pioggia
e un volto grigio di febbre e paura;
pensavano certo all'amico perduto,
alla donna lasciata sulla soglia di casa,
alla croce piantata sulla cima di un colle.
SE SENTI UN SOFFIO NEL CIELO,
UN VENTO CHE SCUOTE LE PORTE,
ASCOLTA: È UNA VOCE CHE CHIAMA,
È L'INVITO AD ANDARE LONTANO.
C'È UN FUOCO CHE NASCE IN CHI SA ASPETTARE
IN CHI SA NUTRIRE SPERANZE D'AMOR.
E il vento bussò alla porta di casa,
entrò come un pazzo in tutta la stanza
ed ebbero occhi e voci di fiamma,
uscirono in piazza a gridare la gioia.
Uomo che attendi nascosto nell'ombra
la voce che parla è proprio per te;
ti porta una gioia, una buona notizia:
il regno di Dio è arrivato già!
SE SENTI UN SOFFIO NEL CIELO,
UN VENTO CHE SCUOTE LE PORTE,
ASCOLTA: È UNA VOCE CHE CHIAMA,
È L'INVITO AD ANDARE LONTANO.
C'È UN FUOCO CHE NASCE IN CHI SA ASPETTARE
IN CHI SA NUTRIRE SPERANZE D'AMOR.

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