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Giullare dei campi

di P. Pignatelli

Giullare dei campi di P. Pignatelli: «Calzoni colore del prato, un ginocchio ammaccato per un salto in più. Due piante un filo tirato» — testo e accordi.

Calzoni colore del prato,
un ginocchio ammaccato per un salto in più.
Due piante un filo tirato,
la mela sul naso e gli amici giù
Un pezzo di pane e una fetta di cielo,
sapore di festa e tu:
Giovanni dei Becchi, giullare dei campi,
reralo alla gioventù!
Siete tutti ladri ragazzi miei,
non ho più il mio cuore ce lo avete voi,
ma non mi interessa da quest'oggi in poi
ogni mio respiro sarà per voi.
Siete tutti ladri ragazzi miei,
non ho più il mio cuore ce lo avete voi,
ma non mi interessa da quest'oggi in poi
ogni mio respiro sarà per voi.
La veste color della strada,
forse un po' consumata, qualche acciacco in più.
Nei prati intorno a Valdocco,
ti chiama don Bosco la tua gioventù.
La vecchia tettoia è una piccola stanza,
ma spiagge infinite in cuor.
Un fischio per Corso Regina uno sguardo
profondo sentono l'amor!
Siete tutti ladri ragazzi miei,
non ho più il mio cuore ce lo avete voi,
ma non mi interessa da quest'oggi in poi
ogni mio respiro sarà per voi.
Siete tutti ladri ragazzi miei,
non ho più il mio cuore ce lo avete voi,
ma non mi interessa da quest'oggi in poi
ogni mio respiro sarà per voi.
Un eco color della storia,
tesoro del campo che oggi non è più.
Il vecchio pilone del sogno,
il ragazzo sul filo non esiste più.
L'antica fontana del grande cortile,
non butta più acqua e tu:
Aspetti qualcuno, che ancora racconti,
l'amore alla gioventù!
Siete tutti ladri ragazzi miei,
non ho più il mio cuore ce lo avete voi,
ma non mi interessa da quest'oggi in poi
ogni mio respiro sarà per voi.
Siete tutti ladri ragazzi miei,
non ho più il mio cuore ce lo avete voi,
ma non mi interessa da quest'oggi in poi
ogni mio respiro sarà per voi.

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