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di P. Pignatelli
Giullare dei campi di P. Pignatelli: «Calzoni colore del prato, un ginocchio ammaccato per un salto in più» — testo e accordi.
Calzoni colore del prato,
un ginocchio ammaccato per un salto in più.
Due piante e un filo tirato,
la mela sul naso e gli amici giù.
Un pezzo di pane e una fetta di cielo,
sapore di festa e tu:
Giovanni dei Becchi giullare dei campi
regalo alla gioventù.
Siete tutti ladri ragazzi miei,
non ho più il mio cuore ce lo avete voi,
ma non mi interessa da quest’oggi in poi
ogni mio respiro sarà per voi.
Siete tutti ladri ragazzi miei,
non ho più il mio cuore ce lo avete voi,
ma non mi interessa da quest’oggi in poi
ogni mio respiro sarà per voi
La veste color della strada
forse un po’ consumata qualche acciacco in più.
Nei prati intorno a Valdocco,
ti chiama don Bosco la tua gioventù.
La vecchia tettoia è una piccola stanza,
ma spiagge infinite in cuor.
Un fischio per Corso Regina uno sguardo
profondo sentono l’amor.
Siete tutti ladri ragazzi miei,
non ho più il mio cuore ce lo avete voi,
ma non mi interessa da quest’oggi in poi
ogni mio respiro sarà per voi.
Siete tutti ladri ragazzi miei,
non ho più il mio cuore ce lo avete voi,
ma non mi interessa da quest’oggi in poi
ogni mio respiro sarà per voi
Un’eco color della storia
tesoro del campo che oggi non è più,
il vecchio pilone del sogno
il ragazzo sul filo non esiste più.
L’antica fontana del grande cortile
non butta più acqua e tu
aspetti qualcuno che ancora
racconti l’amore alla gioventù.
Siete tutti ladri ragazzi miei,
non ho più il mio cuore ce lo avete voi,
ma non mi interessa da quest’oggi in poi
ogni mio respiro sarà per voi.
Siete tutti ladri ragazzi miei,
non ho più il mio cuore ce lo avete voi,
ma non mi interessa da quest’oggi in poi
ogni mio respiro sarà per voi